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tauro
Si fa quel che si può!


Diario


14 dicembre 2004

eutanasia


Parliamo di eutanasia


 


La morte è stata da sempre al centro delle preoccupazioni degli uomini. Nell’antichità la preparazione alla morte costituiva un aspetto importante dell’educazione delle persone. Una volta si indicava con eutanasia la possibilità di avere una morte dolce e tranquilla, ma, con l’epoca moderna all’eutanasia venne attribuito il significato attuale, ovvero, quello in cui si indica l’intervento del medico nell’aiutare il paziente morente a evitare sofferenze e a morire quindi nel modo migliore.


Sicuramente se la morte fosse procurata dal paziente stesso non sorgerebbero le polemiche e le delicate discussione che caratterizzano il dibattito, che va drammaticamente a definirsi, almeno in Italia, nella contrapposizione di due schieramenti, rispettivamente cattolico e laico.


Se non vi fosse l’intervento del medico la questione verterebbe unitamente sul suicidio , avversato da quelle etiche religiose che non ritengono l’individuo proprietario della "sua" vita in quanto questa appartiene alla divinità, ma ammesso dalle concezioni che ritengono che l’individuo disponga interamente di se stesso.


L’intervento del medico rende la situazione molto più delicata; infatti il giuramento di Ippocrate imporrebbe di fare di tutto, fino all’ultimo, per curare il malato; questo va a incidere sulla sensibilità professionale di un medico anche profondamente laico mentre per il fronte del mondo cattolico, che già è avverso al suicidio, questa complicità nel "portare la morte" mantiene la stessa immoralità di un "normale" omicidio.


Come ogni argomento "morale", dove su alcuni fronti si lascia spazio all’irrazionalità delle interpretazioni dogmatiche, anche l’eutanasia presenta le sue molteplici ambiguità:


per la chiesa cattolica è necessario fare un distinguo tra il caso in cui il medico porta positivamente la morte, e quelli in cui egli omette un intervento, caso in cui la morte sopraggiungerebbe solo in una fase secondaria.


Però questa distinzione è di difficile applicazione perché incentrata sulle intenzioni, infatti quando un medico somministra un farmaco che può abbreviare la vita, l’intenzione può essere quella di alleviare le sofferenze e non di portare alla morte.


E per fare un altro esempio; se esistono ampi spazi eticamente legittimi per l'esercizio della professione medica, perché e' stato dato ai medici il permesso di curare, vi sono anche attività di cura illecite, perché curare non significa prolungare le sofferenze. In questa visione squisitamente cattolica ed ebraica, mantenere una persona agonizzante forzatamente in vita sarebbe profondamente immorale, ma scollegarla da quelle macchine che la mantengono tale è un omicidio e porre fine alle sue sofferenze attraverso l’uso di un farmaco è addirittura qualcosa di profano.


Anche da un punto burocratico, e forse immorale, bisogna riconoscere che "staccare la spina", e mi scuso per il termine forte ma purtroppo appropriato, a un malato terminale che richiede l’eutanasia, lascerebbe il macchinario libero per altri pazienti ai quali potrebbe salvare la vita.


Essenzialmente credo che le persone debbano essere libere di non soffrire più del dovuto, ovviamente, quando questa sofferenza risulta essere inutile. La morale deve trovare una nuova strada che non  sia condizionata da credi religiosi ma fondata sulle libertà individuali. In un quadro dove a decidere della propria vita è l’individuo cadranno automaticamente queste polemiche che spesso risultano dannose per le società contemporanee, e cadranno perché non saranno più stato o chiese ad avere voce in capitolo.



 


 


 




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6 dicembre 2004

Mercenari....


Mercenari?

Il mio contributo a questa nuova, desolante, polemica vorrebbe essere uno schietto rifiuto della polemica stessa, ma non ce la faccio; è inutile credere che forza italia abbia un vero movimento giovanile, capace di fornire la manovalanza necessaria e volontaria per la campagna elettorale, contrariamente ai DS che hanno la fortuna di avere al loro fianco la Sg, che per passione, spirito civico o per i motivi più svariati si sforza di dare il suo contributo.

Ricordo benissimo l’ultima campagna elettorale e non mi pare proprio, almeno a Lodi, di aver visto ragazzi appassionati e impegnati nelle schiere della casa delle libertà, c’erano piuttosto un sacco di pagliacci (non per essere offensivi, si trattava proprio di pagliacci, quelli del circo per intendersi) agli angoli della strada che annodavano palloncini e davano tesserini col nome del candidato, altri erano sui trampoli e facevano la stessa cosa, in alcuni punti c’erano strafighe tirate a lucido e forse sarebbe stato carino vederle gonfiare i palloncini ma loro si limitavano, timidamente, a volantinare.

Tutti questi tizzi venivano pagati, o rappresentavano l’iscritto tipo di forza italia? Sorrido pensando che anche la seconda ipotesi abbia le carte in regola per essere vera, ma so che non è così.

Indignarsi tanto per quel termine "mercenari" in questo quadro che senso ha?

Si, forse è un termine un po’ crudo, ma come dovrebbero essere definiti dei personaggi che durante una battaglia (una campagna elettorale lo è) scelgono il loro schieramento in base al soldo?

Messe in prima linea queste considerazioni, mi verrebbe da rivolgere a Prodi queste tre domande retoriche:

1-perché ha tirato fuori un tema tanto banale?

2-La politica italiana ne aveva bisogno?

3-era il caso di scoprire il fianco, seppur di poco, in questa maniera, torno a dire, banale?

Pazienza professò, non è un errore così grave come lo si dipinge. Era solo superfluo.

Ragionevolmente,

Tauro.

 




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2 dicembre 2004

L'ora delle tasse


Il grande taglio alle tasse che ci renderà tutti più ricchi

La manifestazione di martedì 30 novembre protestava anche contro il taglio alle tasse; prima erano tutti giù a lamentarsi che c’erano troppe tasse, poi uno gliele taglia e si lamentano nuovamente! ma che si lamentano a fare? Forse perché è una manovra truffaldina costruita sul niente? Sicuramente.

Dei soldi necessari al taglio (6,5 miliardi) risulta che ce ne siano 4,3 che in più sono solo sulla carta;

quasi la metà di questi arriverebbe dalla proroga del condono edilizio, 400 milioni arriveranno da una non ben identificata "autocopertura" mentre oltre 600 milioni dovrebbero arrivare da fantomatici e per niente chiari "tagli dei consumi intermedi", sarebbe bello approfondire cosa viene inteso per "taglio intermedio".

Gli unici soldi sicuri che sono stati trovati provengono da tagli ai servizi, blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, tagli drastici a sanità e ricerca; proprio ieri  (01/12/2004) il governo a rifiutato di dare il suo contributo alla lotta all'AIDS. I cento milioni che erano stati destinati alla ricerca e all’assistenza dei malati di AIDS, sono stati assorbiti dal tritacarne della manovra propagandistica del taglio.

Nel pubblico impiego non solo saranno bloccati gli stipendi, che vuol dire niente rinnovo dei contratti, ma si ridurrà il personale di 75.000 unità entro il 2007, in breve ogni 5 pensionati può subentrare un nuovo dipendente, come ha dichiarato entusiasta proprio il presidente del consiglio.


Nel comunicato stampa Berlusconi dichiara che non verrà toccato il personale scolastico ma leggendo la manovra si scopre che varrà ridotto di 14.000 unità, quindi il 2% in meno di professori e personale ATA.

In cambio di questo "annullamento" dei servizi al cittadino, gli italiani avranno una mancia di 5 € al mese per chi rientra nelle fasce di reddito tra i 10 e i 20 mila Euro; gioisca dunque il 40% degli italiani! 5 € al mese in più, e infondo chi ha bisogno di assistenza medica gratuita, di scuole pubbliche valide, a noi 40% degli italiani basta non ammalarci, non mandare a scuola i nostri figli o non andarci noi stessi e saremo contenti e sinceramente più ricchi di prima.

Chi rientra nelle fasce di reddito di 30.000 € avrà un risparmio fiscale di ben un euro al giorno, a fine mese fanno 30 e sono sicuro che tutti questi soldi in più (una birra ogni fine settimana) verranno investiti bene nell’economia italiana rilanciandola e rendendola di nuovo competitiva in Europa e nel mondo!

E in fine, chi ha un reddito di 90.000 euro (per esempio), risparmierà 145 euro al mese, ehi! non sono mica più brucolini, cavolacci questo si che è un risparmio! Mica come i miei 5 euro al mese!

Ma cosa significa? Scusi presidente, ma come mai quel tizio che guadagnava 10 volte più di me ottiene uno sgravio fiscale 29 volte il mio?

Ma questo non significa mica ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri?

Mi scusi poi signor ricco imprenditore nonché presidente del consiglio ma lei, si lei, quanto risparmierà grazie a questa manovra?




permalink | inviato da il 2/12/2004 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


1 dicembre 2004


In piazza a manifestare per il rinnovo del contratto, contro la finanziaria e contro il finto taglio delle tasse. Non poteva essere la pioggia a fermarci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 1/12/2004 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


19 novembre 2004

Sensi


C’è sangue buono e sangue cattivo , giusto e sbagliato,


C’è violenza giustificata e violenza ingiustificabile,


Violenti giusti e violenti cattivi.


E c'è anche chi ci crede.




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12 novembre 2004


.......




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28 ottobre 2004

Risposta

Il seguente testo è la risposta ai commenti del post precedente. La devo inserire come articolo a causa delle dimensioni.





Ok Carlo, siamo alla resa dei conti.





Siccome mi fido di te ho controllato la veridicità di tutte le tue affermazioni e ho sorriso scoprendo che erano prese veramente da testi e articoli affidabili, peccato che siano state riportate in modo vago e ambiguo in modo da poter sostenere la tua posizione (non credo che sia intenzionale perché si è naturalmente inclini a intendere le notizie più spesso condizionati dall’emotività che dal loro vero significato).





Siccome questo è l’ultimo commento che ho intenzione di dedicare all’argomento farò le cose per bene.





Cominciamo a parlare dei talebani:





il secondo commento da te inserito dice(copio e incollo): I talebani presero Kabul nel 1996, alla fine di Settembre. C'era ancora l'Urss nel 1996?





Risposta; no, non c’era più l’Urss nel 1996, l’Urss era li nel 1979 quando, Stati Uniti e Pakistan hanno finanziato scuole coraniche per formare una valida opposizione al regime comunista, è da quest’esperienza che si sono formati i Talebani (che in lingua pashtu significa appunto "studenti", dai che lo sapevi, ma , forse speravi che lo ignorassi io?). Il 1996 fu solo l’epilogo della "espansione" talebana che cominciò, appunto, durante la jihad contro l’Unione Sovietica. Tra il 1994 e il 1996, gli Stati Uniti hanno sostenuto politicamente i talebani attraverso i loro alleati Pakistan e Arabia Saudita, fondamentalmente perché Washington vedeva i talebani come antiraniani, antisciiti e filoccidentali. In più c’era un gasdotto che per "succhiare" nel modo più efficace dal mar Caspio aveva una sola strada per tagliare fuori Russia e Iran; infatti, il sostegno statunitense divenne esplicito tra il 95 e il 97 con l’appoggio al progetto Unocal. In seguito alle numerosissime proteste del movimento femminista americano, l’amministrazione Clinton decise, verso la fine del ’97, di non sostenere più i talebani.





Per conoscere il resto della storia, ti consiglio di leggere Talebani.Islam di Ahmed Rashid, edizione feltrinelli(la frase scritta in corsivo è riportata pari pari da questo libro)è un best-seller ma se dalle tue parti non lo trovi te lo presto quando passi da Lodi (sempre se riesco a trovarlo perché ho avuto occasione di leggerne solo alcune parti pubblicate qua e là, l’ho cercato in una libreria di Milano e quel fetecchiaro dell’impiegato non ne sapeva niente).





Prendere di escludere l’Urss dalla storia talebana, citando la presa di Kabul, è un errore storico dovuto a una faziosa, frettolosa e ingannevole interpretazione dei fatti. La prossima volta sono sicuro che starai più attento.





Spero di essere stato esaustivo.





Il primo e corposo commento è diviso in punti:





1-Ma guarda che sei proprio un briccone! È proprio vero che la Unocal si ritirò dal progetto "gasdotto" nel dicembre del 98 (un anno dopo che l’amministrazione Clinton aveva voltato le spalle ai talebani)ma, appena dopo le elezioni afghane. Ti sembra cosa da poco omettere che, nello stesso annuncio in cui si ritirava dal progetto, dichiarava l’intenzione di riprendere l’attività "quando l'Afghanistan conseguirà la stabilità necessaria"?





Io non riterrei di poca rilevanza questa parte della dichiarazione in un momento in cui:





- Il presidente Afghano è stato consulente della Unocal.





- Il ministro Afghano per le miniere e industrie, Alim Razim, ha dichiarato di considerare la Unocal ancora la "compagnia leader" per la realizzazione del progetto.





- L'inviato speciale del presidente americano George W. Bush in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, è stato anche lui consulente della Unocal(ma quanta gente assume questa Unocal?!)





- ma perché poi i maggiori stanziamenti di truppe americane sono in corrispondenza del "virtuale" passaggio del gasdotto?





Ma sì, sai che dopotutto non mi interessa più di tanto: se la Unocal non tornerà davvero in Afghanistan, a fare il gasdotto ci penserà qualche compagnia saudita(la Delta Oil) come era nel programma firmato dal governo talebano con il Pakistan e il Turkmenistan nel 1999. Una cosa sicura su questo gasdotto è che sarà estremamente proficuo ma, che lo facciano gli americani o lo facciano i sauditi, gli afghani continueranno a non guadagnare quel famoso "fico secco" citato nel brevissimo post dedicato all’argomento.





2-Si la trattativa cominciò Quando Clinton era presidente. Perché? ho parlato di Bush nel post?





3-Quando Bush divenne presidente l’Afghanistan non aveva ancora raggiunto la stabilità necessaria. Ho detto tutto.





4-Questo lo riporto così è più facile parlarne: Karzai non fu mai consulente della Unocal. Le Monde pubblico' un articolo nel quale questa tesi venne presentata, ma dimenticando di allegare prove per convalidarne le conclusioni (in ogni caso Le Monde scrisse: "Après Kaboul et l'Inde ou il a étudié le droit, il a parfait sa formation aux Etats-Unis ou il fut un moment consultant de l'enterprise pétrolière américaine Unocal, quand celle-ci étudiant la construction d'un oléduc en Afghanistan.", solo per "un momento" fu consulente secondo le Monde)





Tu dichiari che karzai non sia mai stato consulente della unocal , riporti un testo nel quale si afferma il contrario e poni l’attenzione sulla parola "un moment" distogliendo l’attenzione da una "faticosa" lettura del francese.





Sai che nel testo non viene affatto negata la consulenza ma viene confermata specificando inoltre il momento?; quando? Quando si stava studiando la costruzione di "un oléduc en Afghanistan" . Il significato esclusivamente temporaneo che hai attribuito a "un moment" ti ha fatto incespicare. C’è bisogno di dire altro?





Ora la morale:





Non è bello ridursi a fare interventi così acidi per scambiarsi opinioni, ma come tu non hai potuto resistere alla tentazione di darmi dell’imbecille, io non posso assolutamente frenare la mia intenzione di comunicarti la seguente cosa.





Hai dimostrato di non saper leggere i fatti se non in un ottica faziosa, hai permesso che la tua emotività prevalesse sulla tua razionalità e hai dato a tutti la possibilità di vedere che, per quanto tu ti impegni nel difendere la tua tecnica del "copia incolla" e per quanto tu ti sia applicato nel metterla in pratica, non si in grado di padroneggiarla come si deve.





Ultima e inutile puntualizzazione: io, contrariamente all’idea che ti sei fatto, leggo.




permalink | inviato da il 28/10/2004 alle 15:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


12 ottobre 2004

Karzai=petrolio

Come ci aspettavamo ha vinto Karzai.


 


 


L'oleodotto e quasi una realtà e l'Unocal festeggia, l'America(Le lobbies del petrolio) festeggia, la russia si rode il fegato e gli afghani non ci guadagnano un fico secco.


ciao ciao




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11 ottobre 2004

Elezioni a Kabul

Elezioni a Kabul

Sabato 9 si sono svolte le elezioni in Afganistan, fortunatamente non ci sono stati attentati o almeno non ne è trapelata notizia.

Non si sa chi ha vinto perché a causa di contestazioni si è deciso di rinviare lo spoglio di qualche giorno (giusto il tempo di qualche brogliaccio da niente?), ma anche se si sapesse già chi ha vinto chi sarebbe in grado di riconoscerlo? non si sa molto dei partiti che hanno partecipato, ne degli schieramenti favoriti.

Questa situazione è dovuta alla mancanza di attenzione che ha avuto l'evento; le informazioni a riguardo neanche passavano tra le notizie di prima pagina, ne tra i titoli di apertura dei tg.

Ma perché se ne è parlato così poco?

Probabilmente perché come contorno a una notizia tanto buona ci sarebbe stato un bel piatto di insuccessi della coalizione in afghanistan.Al voto sono andati neanche il 50% degli aventi diritto, il sud del paese è in mano ad al-qaida, il nord alle tribù, il centro... se c'è un centro è nelle mani del governo di Kabul.

Forse è per questi piccoli particolari che lo stesso bush non ha detto un parola sull'Afganistan in occasione del dibattito con kerry(avrebbe inoltre ricordato a tutti che non è riuscito a prendere il super cattivo in super dialisi, Bin Laden). Il tema "Afganistan" è proprio una lama a doppio taglio, se ne vuoi elogiare i successi devi ricordarti che è stato un fallimento.

Ciao a tutti

Tauro

PS: Rimango comunque un convinto sostenitore dell’intervento in Afganistan perché li c’erano davvero le basi di al-qaida, il governo del paese era la dittatura peggiore del pianeta . l’intervento andava progettato e guidato diversamente, se ci fosse stato davvero un piano di ricostruzione probabilmente ora saremmo molto più soddisfatti di queste elezioni.




permalink | inviato da il 11/10/2004 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


8 ottobre 2004

ma l'asilo politico?




Ma l’asilo politico?




C’è una cosa che mi sta frullando in testa da giorni , è una cosa che sta finalmente destando l’interesse del paese, dei partiti e delle associazioni umanitarie; mi sto riferendo a dei fantomatici accordi presi dal nostro presidente del consiglio con un dittatore nord africano, tale Gheddafi, famoso per non aver mai avuto un gran rispetto dei diritti umani(vedi 1977 repressione della rivolta degli ulema).




E’ strano…. c’è qualcosa che non mi torna in tutto questo e per ciò mi pongo 4 facili domande:




1-è moralmente corretto che si prendano accordi per limitare l’immigrazione con il governo dittatoriale dal quale i migranti "scappano"?




2-che accordi sono stati presi col dittatore in questione per limitare questa ondata migratoria.?




3-che mezzi verranno impiegati dal governo del dittatore per arginare questo "problema"?




4-i nostri governanti ne hanno una vaga idea (collegata alla domanda 3)?




Anche se disgraziatamente non abbiamo modo di sapere come sta intervenendo il governo libico, abbiamo la "fortuna" di assistere al comportamento vergognoso del nostro:




Dall’ultima(e credo che sia anche la prima) ispezione parlamentare risulta che nel centro di accoglienza di Lampedusa siano "stivate" 200 persone in uno spazio che ne può contenere 80, che le condizioni igieniche sono pessime (escrementi sul pavimento ecc.), le comunicazioni con l’esterno sono impossibilitate dall’assenza dei mezzi per farlo(l’unico telefono esistente è rotto) e nel centro sono ospitati anche dei minorenni che per legge devono essere forniti di una assistenza particolareggiata(assistenza di psicologi).




Il bello è che dopo aver trascorso un piacevole soggiorno nell’incantevole "lager" (così è stato definito dagli ispettori parlamentari) dell’isola di Lampedusa, questi "immigrati mancati" vengono caricati su un aereo e portati in Libia dove il personale del colonnello potrà in tutta calma identificare tra questi i dissidenti politici da giustiziare.




Un tempo rischiavamo la vita dei nostri stessi cittadini per difendere i rifugiati politici (1981-sequestro da parte di Gheddafi di 23 marinai di un peschereccio italiano con l’intento di utilizzarli come merce di scambio per ottenere gli indirizzi dei dissidenti libici rifugiati in Italia, obbiettivo, fare giustizia), ora neanche diamo la possibilità di chiedere l’asilo politico.




Ne abbiamo fatti di progressi…




PS: Arrivano, vengono mandati in campi di concentramento per immigrati, tutti gli ospiti vengono rispediti in Libia dove siamo sicuri che non verranno rispettati i loro diritti internazionalmente riconosciuti.




Siamo comunque grati al governo per avere, dopo ampia discussione, scartato l’ipotesi di aprire il fuoco contro gli scafi. (ironico)




Ultimamente vostro, Tauro




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